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19/12/2008
Intervento del capogruppo Giovanni Gallo
Finanziaria e bilancio regione veneto 2009


agire con rapidità
La straordinarietà della situazione vissuta dal Veneto con la crisi economica e la necessità di reimpostare l’ordinaria amministrazione con maggiore oculatezza rispetto al passato, impongono al Consiglio regionale, che in queste ore ha aperto il dibattito sulla Finanziaria e sul Bilancio 2009, di giungere all’approvazione in tempi stretti.
Ma l’esigenza di essere rapidi non ci solleva certo dal nostro compito di analisi e critica approfondita sull’impostazione di questo Bilancio, così come è stata data dalla Giunta regionale di centrodestra.
Lo diciamo subito:
il giudizio del PD è negativo
Lo è perché da questo Bilancio non solo non emerge la volontà di affrontare alcuni nodi, ma persino si vanno ad aggravare alcune situazioni, in particolare sul versante del sociale, già penalizzato dalla Finanziaria statale varata dal governo Berlusconi. Col risultato che i tagli di settore previsti per il Veneto nel 2009 superano di gran lunga i 40 milioni di euro, di cui 17 derivanti proprio dalla proposta di Bilancio presentata dalla Giunta regionale.
E non è sicuramente di minore gravità il fatto che la maggioranza, a fronte di una situazione economica del Paese e del Veneto che si sta notevolmente aggravando, non abbia voluto intervenire, anche attraverso il Bilancio, per affrontare i nodi della crisi economica, introducendo misure urgenti e forti a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese del Veneto.
Due lacune enormi dunque, che il PD, attraverso il proprio pacchetto di emendamenti, è intenzionato ora a colmare.
pacchetto anticrisi
Come abbiamo già evidenziato nel corso del Consiglio straordinario sulla crisi economica, segnato dall’atteggiamento ottuso del centrodestra che non ha voluto dare ascolto alle nostre proposte, la recessione in atto sta minando alla base il tessuto delle imprese venete, costituito per oltre il 95% da realtà con meno di 15 dipendenti e che oggi incontrano crescenti difficoltà nell’accedere al credito.
Per questo chiediamo che il Bilancio preveda l’istituzione di un Fondo regionale di garanzia di 50 milioni di euro, destinato alla concessione di cogaranzie a favore delle Pmi venete.
Ma accanto a questa misura proponiamo di stanziare in via straordinaria 3,5 milioni di euro a sostegno della cooperazione, di cui 2 a favore della cooperazione sociale, e di esentare, a partire dal 2009, dal pagamento dell’Irap, le cooperative sociali, le nuove imprese giovanili e femminili prevedendo inoltre la riduzione di un punto dell’aliquota dell’Irap per le imprese che procedono ad assunzioni di personale a tempo indeterminato.
E’ evidente che da questa crisi non usciremo così come ci stiamo entrando: ci saranno molte aziende che cesseranno la loro attività e ci sarà una larga fetta del mondo del lavoro che avrà necessità di una ricollocazione sul mercato.
Ecco allora che diventa necessario intervenire con misure che siano in grado di tutelare i lavoratori parasubordinati e i dipendenti delle imprese con meno di 15 addetti.
Sia garantendo loro, attraverso un Fondo di 4 milioni di euro, una continuità del reddito nella misura di 500 euro mensili nei periodi di inattività e per un periodo analogo alla durata dell’indennità di disoccupazione; sia mettendo in campo, con lo stanziamento di altri 4 milioni, un piano straordinario per la riqualificazione professionale, finalizzata al reinserimento lavorativo.
Contromisure alla crisi, quelle che il PD mette sul tavolo, del valore complessivo di 98 milioni di euro e che vanno ad incidere anche sul fronte del sostegno alle famiglie: i nostri emendamenti chiedono di esentare dal pagamento dell’Irpef tutti i nuclei con un reddito annuo fino ai 35 mila euro e di stanziare 2,5 milioni per fronteggiare l’aggravarsi della situazione di quanti si ritrovano in condizioni di povertà estrema.
E per compensare i tagli prima citati riguardanti il settore delle politiche sociali, il PD ritiene urgente destinare 10,4 milioni per garantire almeno il livello dei servizi del 2008 ed erogare contributi straordinari alle amministrazioni comunali per il contenimento delle rette a carico delle famiglie e per il potenziamento di asili nido pubblici e privati, nidi integrati, centri infanzia, nidi di famiglia, nidi aziendali, micronidi e altri servizi innovativi.
i tagli alle politiche sociali
Siamo molto preoccupati per questi tagli al sociale, che colpiscono in modo particolare le attività delle amministrazioni locali in una serie di ambiti che invece necessiterebbero di un incremento delle risorse e non di una loro diminuzione.
Tutta una serie di voci che fanno riferimento a iniziative e progetti a favore dei giovani sono state completamente azzerate, il che impedirà alla Regione di utilizzare oltre 4,3 milioni derivanti dal Fondo statale per le politiche giovanili, visto che questi soldi vengono messi a disposizione solo in presenza di un cofinanziamento regionale. Anche il servizio civile regionale subirà un ridimensionamento di risorse: 170 mila euro in meno rispetto al 2008. In totale per le politiche giovanili il taglio sfiora gli 1,3 milioni di euro.
Un grosso dazio, quasi 9 milioni,  verrà inoltre pagato dal settore delle politiche per l’infanzia e di tutela dei minori: 7 milioni in meno per asili nido, scuole d’infanzia e servizi innovativi; 1,7 milioni in meno per gli inserimenti istituzionali. E a subire gravi contraccolpi sarà anche il fronte della cooperazione sociale (meno 528 mila euro) e il diritto allo studio universitario (meno 425 mila euro).
C’è poi un taglio di quasi un terzo dei trasferimenti alle Amministrazioni pubbliche per la realizzazione di progettualità sociosanitarie in materia di dipendenze da sostanze d’abuso, un fatto estremamente grave perché impedirà alle strutture presenti sul territorio di affrontare questa materia in maniera adeguata.
E di enorme gravità appare la riduzione del Fondo di solidarietà a sostegno di familiari di lavoratrici e lavoratori vittime di incidenti sul lavoro (da 500 a 400 mila euro). Mai come in questa fase occorrerebbe invece incentivare un fondo di questo genere proprio perché siamo di fronte a un fenomeno nazionale che tende ogni anno a riproporsi in una dimensione drammatica: sono tagli vergognosi.
Lo scenario è dunque allarmante e impone correzioni in corsa.
ridurre le spese inutili
Proprio per questo un altro punto centrale del nostro pacchetto di emendamenti riguarda la riduzione delle spese inutili che ci sono in questa Regione e che potrebbero essere eliminate.
Lo stesso presidente Galan ha parlato della necessità di prendere in mano il Bilancio e di tagliare ad esempio su missioni e fiere poco utili: uno sforzo, ha sottolineato sempre Galan, che va fatto a tutti livelli.
Belle parole. Peccato che il presidente della Regione abbia però licenziato la proposta di Bilancio della sua Giunta, dove le spese per le celebrazioni e le manifestazioni sono lievitate di anno in anno passando dai 515 mila euro del 2002 agli oltre 1 milione e 800 mila euro di previsione per il 2009.
Come si può conciliare tutto questo con gli appelli che Galan lancia con vigore sulla stampa?
Non parliamo poi dei fondi assegnati ad alcuni enti che sono diretta emanazione della Regione del Veneto, come Veneto Agricoltura e le altre agenzie come Avepa (agenzia per i pagamenti in agricoltura), che vedono crescere ogni anno le risorse messe a loro disposizione.
Tanto per scendere nel dettaglio, nella proposta di Bilancio è previsto per Avepa uno stanziamento di 21,8 milioni di euro a copertura delle spese di funzionamento e di altri 15,7 milioni per le spese diverse. Analogamente, per Veneto Agricoltura le spese di funzionamento ammontano a 14,9 milioni e quelle diverse a 4,6 milioni.
Riteniamo che, lasciando invariate le risorse per il funzionamento delle due agenzie, si possa invece tranquillamente procedere al taglio netto dei costi diversi, capitolo generico all’interno del quale spesso e volentieri si nascondono spese del tutto superflue, dirottando queste risorse verso i servizi alla famiglia, alle persone disabili e a quelle non autosufficienti.
Galan e maggioranza irresponsabili
Colgo questa occasione di intervento anche per dire alcune cose circa l’atteggiamento del presidente Galan, che dovrebbe preoccuparsi di più di essere presente in questo Consiglio regionale. Il dato scandaloso sono le sue assenze reiterate, il fatto che non garantisca mai una interlocuzione con il Consiglio, delegittimandolo. La sua è una scelta che si compie ormai con puntuale regolarità, da molti mesi a questa parte.
Poi, la maggioranza ci ha messo del suo, nel senso che le guerre tra Forza Italia, il PDL in formazione, e la Lega hanno di fatto paralizzato l’attività del Consiglio di quest’ultimo anno.
Una contrapposizione reiterata che continua a tormentare la vita di questa assemblea, impossibilitata a discutere in maniera compiuta su alcuni grandi temi: penso alla questione dello Statuto, penso alle leggi di programmazione regionale che da tempo necessiterebbero di essere approntate e che invece non si affrontano.
sanita’
Caso esemplare, la questione del Piano regionale socio-sanitario, che è vecchio di 13 anni e che necessiterebbe di una revisione.
E intanto, come se nulla fosse, la Giunta regionale procede con scelte di importanza cruciale.
Basti pensare ai progetti con l’utilizzo del project financing, che interessano ormai più di una realtà della nostra Regione.
Penso che abbia poche ragioni il presidente della Regione ad eccepire su quanto denunciano alcune organizzazioni sindacali, ma anche gli esponenti di minoranza in Consiglio regionale: ovvero il fatto che il ricorso al finanziamento dei privati avviene in misura tale per cui anche i servizi sanitari rischiano di essere poi dati in gestione agli stessi privati.
Insomma, in barba all’esigenza di programmare la sanità attraverso un nuovo Piano regionale, vengono assunte decisioni che di fatto incidono pesantemente sul sistema.
trasporti
Altro punto interessante è quello che riguarda il trasporto ferroviario del Veneto.
Siamo nel pieno di un marasma, determinato dal fatto che alla riduzione delle risorse destinate a questo scopo dal governo nazionale si somma il graduale ridimensionamento degli stanziamenti da parte della Regione.
Rispetto al 2002, quando furono destinati al trasporto su rotaia 98 milioni di euro, siamo passati agli attuali 90 milioni.
Con meno risorse è possibile avere un servizio decente in questa Regione? Io credo di no, ed in effetti è ciò che sta accadendo, certamente per effetto delle iniziative di Trenitalia, ma soprattutto per l’incapacità della Regione di relazionarsi con questo ente e di imporre un servizio del trasporto ferroviario adeguato e non in continua dequalificazione, visti gli aumenti dei ritardi e la contemporanea riduzione delle corse.
Se non si affronta il nodo del trasporto ferroviario, avremo un livello di servizi incapaci di costituire un’alternativa valida all’utilizzo del trasporto privato su gomma.
Cosa, questa, quantomai necessaria, soprattutto in una fase in cui il costo della vita è lievitato.
Non a caso la nostra manovra emendativa andrà ad affrontare anche questo tema spinoso.
tutela del territorio
C’è poi il capitolo che riguarda il territorio e la sua tutela.
Mi chiedo come sia possibile che la Giunta proponga l’azzeramento del capitolo che prevede interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali.
Evidentemente c’è qualche indovino che conosce il futuro di questa Regione e che sa già che non avremo più alcuna calamità con cui dover fare i conti in futuro.
Eppure quello che é successo nelle scorse settimane ci dice esattamente il contrario.
Tra l'altro, esistono da tempo studi di esperti che ci dicono come i fiumi nella nostra Regione siano estremamente vulnerabili e che i processi di impermeabilizzazione del territorio veneto hanno provocato un aumento della velocità con la quale l'acqua affluisce ai fiumi e poi scorre sui loro letti. E’quindi necessario aumentare le risorse per intervenire sul campo e prevenire le emergenze. Invece i fondi vengono azzerati, senza dimenticare che anche i contributi agli enti locali per l'acquisto di mezzi e dotazioni necessari per interventi di Protezione civile non sono assolutamente adeguati.
Analogamente, sul fronte delle risorse per le infrastrutture legate al ciclo integrato dell'acqua, vale a dire i sistemi di depurazione, siamo all’assoluta insufficienza.
Lo scorso anno il PD aveva presentato emendamenti che prevedevano 10 milioni di euro per il potenziamento del depuratore che insiste sulla città di Padova e altri 4 milioni per San Donà di Piave. Emendamenti approvati, soldi dunque impegnati per legge, ma poi clamorosamente dirottati dalla Giunta per altre opere di minore importanza.
Risorse perciò scippate: ma non ci arrendiamo, perché anche quest’anno le riproporremo tramite i nostri emendamenti.
intesa senza sconti
Questa è la nostra analisi sul Bilancio 2009.
Come PD siamo disponibili a raggiungere un'intesa che consenta la chiusura rapida della discussione, a patto che ciò avvenga sulla base dell’accettazione di parti rilevanti delle proposte che noi avanziamo.
Se questo non dovesse accadere é evidente che si andrebbe contro gli interessi di questa Regione e quindi insisteremo a sostenere con assoluta determinazione la nostra iniziativa.


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